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Vuoi raggiungere un obiettivo? Ecco come farcela in 5 passaggi

Spesso, desiderare ardentemente di raggiungere un obiettivo non basta per riuscire poi a realizzarlo. Ad entrare in gioco, nel percorso per la sua conquista, sono diverse le componenti che – interagendo tra loro – facilitano la missione al soggetto coinvolto.

La prerogativa essenziale, senza ombra di dubbio, è avere ben chiari i propri scopi per poter predisporsi al meglio. Assicurato quel requisito, la domanda che sorge spontanea è: come farò ad avere successo? Quanto conta la fortuna nell’esito finale?

Questo perché è scontato che, anche con tutte le buone intenzioni, si riesca per partito preso ad ottenere i risultati sperati. Cos’è, allora, che fa la differenza?

Ebbene, esistono dei passaggi essenziali dai quali non si può prescindere, oltre al fatto che la costanza debba essere l’ingrediente essenziale presente in ogni singolo step.

Ecco allora 5 trucchi che ti permetteranno di fare chiarezza e agevolarti lungo la scalata per il raggiungimento della meta finale.

L’importanza della motivazione nel raggiungimento degli obiettivi

Ricorda, la prima regola per raggiungere un obiettivo è la motivazione. Se ti manca quella, oppure ce l’hai ma non è sufficiente, allora non potrai mai raggiungere i tuoi obiettivi. La miccia scatenante, la sensazione in grado di scuoterti per mettercela tutta, non può che essere la motivazione. Se potrai fare affidamento su questo requisito, i passaggi di cui parleremo non ti sembreranno più così difficili.

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Scegli il tuo obiettivo e parti in sordina

Ecco, ti sembrerà strano, ma anche se il tuo è un obiettivo ambizioso, ti toccherà partire dal basso. Se, ad esempio, dopo anni hai deciso di iscriverti in palestra per la prima volta, non potrai gestire sforzi troppo elevati fin da subito. Dovrai, infatti, cominciare per gradi. All’inizio ti allenerai 2 o 3 volte alla settimana, per pochi minuti al giorno. Quando il tuo corpo si sarà abituato, potrai aumentare il carico.

Questo è un passaggio fondamentale per mantenere alta la motivazione, altrimenti se esageri sarai sopraffatto dalla stanchezza e mollerai la presa.

Crea un piano da seguire

Quando sai davvero quello che vuoi, il passo immediatamente successivo sarà strutturare un piano per poterlo ottenere; una sorta di guida per orientarti a camminare su quella strada per non perdere l’orientamento.

Il modo migliore per organizzare il tuo piano verterà sulla selezione relativa alle attività da svolgere in ordine di priorità, seguendo un percorso logico e crescente.

Ad avere maggiore rilevanza, per ovvi motivi, saranno le cose di cui non puoi privarti per ottenere quello che vuoi. A seguire, basandoti sulla loro importanza, seguiranno tutte le altre.

In realtà, è più facile a farsi che a dirsi. Ti renderai conto, infatti, che buttare su carta le tue idee e tutto ciò che dovrai fare da quel momento in poi, ti renderà più chiaro e luminoso il tutto.

Non farti offuscare dalla paura

Il terzo step riguarda una sensazione che annebbia i sensi e fa smarrire anche i più determinati: la paura. Siamo umani e, in quanto tali, è naturale farsi prendere dal timore di fare qualcosa che magari – prima di allora – non era mai stata fatta.

In questi casi, è il pensiero delle conseguenze negative, di solito il fallimento e il non sentirsi in grado, a prendere il controllo. Il rischio è quello di abbandonare i nostri propositi in corso d’opera, perché non si ha abbastanza coraggio di andare avanti.

Per evitare che questa possibilità possa concretizzarsi, focalizzati sulla tua motivazione e abbi il coraggio di fare tutto ciò che è in tuo potere per realizzare i tuoi desideri.

Non fermarti, prosegui

Il detto “chi si ferma è perduto” non è affatto casuale e buttato lì per caso. Infatti, quando vuoi raggiungere un obiettivo, dovrai essere costante. Se ti lasci distrarre da altro di irrilevante e ti fermi più del previsto, sarà più difficile poi riprendere da dove avevi lasciato.

Continua a migliorarti, arricchisciti guardando verso il tuo desiderio da punti di vista diversi, mantenendo un impegno solido e una curiosità in continuo aggiornamento.

In questa fase devi imparare a fare una cernita per motivarti nel continuare a perseverare su quello che davvero ti interessa e di cui hai bisogno per stare bene. Se ti convinci che è la cosa giusta, arriverai prima al traguardo finale.

Non trascurare le emozioni

L’ultimo segreto per non perdere di vista l’obiettivo è pensare ad esso, immaginando più volte al mare di sensazioni positive che proverai quando finalmente lo avrai raggiunto.

Mantieni una visione positiva e possibilista, fantastica sui miglioramenti che apporterai alla tua vita quando avrai portato a casa il tuo piccolo o grande successo.

Questo modus operandi ti aiuterà a mantenere integra la tua salute mentale, alimentandola di vibrazioni positive.

Se il tuo corpo e la tua mente danno segnali di cedimento, non trascurarli mai. Ascolta sempre le tue emozioni, di qualsiasi natura esse siano, per fare in modo che tu possa essere in forma e avere l’energia giusta per continuare a crescere sulla strada che hai intrapreso.

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Scienze motorie è difficile? Cosa devi sapere su questa Facoltà

Lo sport e il benessere sono le tue passioni più grandi? Se stai pensando di trasformare un interesse in una professione, un percorso di studi universitario può fare sicuramente al caso tuo. Tra tutte le facoltà disponibili, quella di scienze motorie è la prediletta dotata di un potere calamitante che non puoi ignorare.

Oggi, come te, sono molti gli studenti che – coinvolti dalle tue stesse passioni – hanno deciso di intraprendere il percorso di laurea in scienze motorie; si tratta di una scelta che dà la possibilità di accedere a molteplici ambiti lavorativi.

Il laureato, infatti, grazie alle conoscenze scientifiche, relative all’ambito tecnico-sportivo che avrà acquisito, potrà destreggiarsi in più contesti, arrivando ad occupare posizioni e ruoli di spicco.

Ma quali sono le materie con le quali si avrà a che fare? Andiamo a scoprirlo.

Scienze motorie: in cosa consiste

Lo scopo della facoltà di Scienze Motorie non è difficile da immaginare; infatti, come da programma, dà gli strumenti ai suoi studenti per comprendere – in maniera approfondita e professionale – tutte le attività motorie appannaggio del corpo umano. Ne deriva che, per poterlo fare, sono diverse le materie selezionate che camminano a braccetto per assicurare allo studente il raggiungimento dell’obiettivo.

Quali sono le materie da studiare

Il corso di laurea in Scienze motorie è una triennale, almeno nella stragrande maggioranza degli atenei sul territorio italiano.

Le materie disponibili possono essere raggruppate in 4 grandi gruppi disciplinari:

  • Ambito di discipline Motorie e sportive;
  • Ambito Biomedico;
  • Ambito Psicologico, pedagogico e Sociologico;
  • Ambito Giuridico, economico e statistico.

Per quanto concerne il primo gruppo, quello che include le discipline motorie, si affrontano materie pratiche e didattiche che fanno capo agli sport; nell’area disciplinare biomedica, invece, allo studente verranno impartiti i fondamenti di materie come Fisiologia, Biochimica e Biologia. Il terzo gruppo prevede al contrario un approccio più prossimo alle scienze umane, con un accento sulla componente psicologica.

Ultimo, l’ambito Giuridico, vuol trasmettere allo studente i dettami principali del diritto e dell’economia, applicate soprattutto al contesto sportivo e ai suoi relativi risvolti.

Ovviamente, sarà poi possibile approfondire e proseguire gli studi con una Laurea Magistrale.

Quali sono gli sbocchi professionali più comuni

Il laureato in Scienze motorie, dopo il conseguimento della triennale, è di fatto una figura professionale in grado di trovare lavoro senza particolari problemi. In aggiunta, nel caso volesse proseguire con la specialistica, potrebbe affinare ulteriormente le sue conoscenze e aspirare a posizioni più ambiziose, a seconda dell’ambito verso cui si vuol propendere.

Tra gli sbocchi lavorativi che la laurea in Scienze Motorie offre, si annoverano:

  • Direttore tecnico delle competizioni sportive;
  • Allenatore e tecnico sportivo, sia a livello agonistico che dilettantistico;
  • Preparatore atletico per persone affette da disabilità;
  • Guida naturalistica e sportiva, che accompagna i turisti nei percorsi escursionistici in montagna;
  • Insegnante di educazione fisica nelle scuole;
  • Personal trainer, in quanto figura specializzata e focalizzata proprio sul benessere fisico e psicologico dell’individuo, può operare nei luoghi appositi in cui è richiesta la sua partecipazione, come le palestre.

Perché scegliere la facoltà di scienze motorie

Se ti stai ancora domandando se esiste una motivazione effettiva per portarti a scegliere Scienze Motorie, è ovvio che se sei particolarmente predisposto al movimento, all’interesse nei confronti delle attività sportive e a tutto quello che gravita attorno a questo ambiente, il tuo profilo rispecchierebbe a pieno titolo il corso di laurea in questione.

Grazie agli studi che affronterai, verrai a conoscenza delle strategie per migliorare le prestazioni atletiche del corpo umano, sia che si parli di te stesso che dei tuoi potenziali clienti. Sono molti gli atleti, anche coloro i quali competono a livello agonistico, che decidono di laurearsi in Scienze Motorie.

Di contro, se invece fossi interessato solo ad operare in ambito sportivo e non sei un atleta, avrai tutte le carte per diventare una figura professionale completa in questo ambito. La cosa certa è che, da laureato, non avrai problemi a trovare la tua strada, grazie alle molteplici possibilità a cui potrai accedere.

Scienze motorie in Unicusano: le info sulla Facoltà

Se stai pensando di iniziare un percorso di studi in questo campo, Unicusano offre un corso di laurea triennale e un corso di laurea magistrale afferenti alle scienze motorie.

Il corso di laurea triennale in Scienze Motorie è pensato per fornire allo studente le conoscenze fondamentali relative agli aspetti biologici e fisiologici dell’esercizio fisico insieme alle basi psico-pedagogiche e sociali dell’educazione motoria e agli aspetti giuridici relativi. Scopo del corso di laurea in scienze motorie è la formazione di professionisti capaci di operare nella variegata area delle attività motorie e sportive.

Al termine del percorso triennale, potrai specializzarti e proseguire gli studi con la laurea magistrale in scienza e tecnica dello sport. Entrambi i percorsi di laurea sono fruibili completamente online e erogati con il Percorso Eccellenza, un nuovo approccio alla didattica che offre molti vantaggi, tra cui un mentore personale e la possibilità di effettuare gli esami sotto forma di esoneri.

Per saperne di più, compila il form.

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Come scrivere una tesi in ingegneria meccanica?

Hai terminato gli esami del tuo percorso in ingegneria, ma l’ultimo step ti dà qualche preoccupazione? Lo sappiamo bene: dare fondo alle energie che restano per dar vita all’elaborato finale non è una passeggiata. Soprattutto se non si ha idea di come partire.

In realtà, succede a tutti di essere presi da un momento di disorientamento, una volta terminato il percorso di studi. Per non parlare del classico blocco iniziale che, quasi per chiunque, arriva davanti al foglio bianco di word, quando si pensa di doverlo riempire. Se provi queste sensazioni che ti impediscono di prendere in mano la situazione in maniera lucida, ti trovi nel posto giusto.

In questa guida ti spiegheremo come scrivere una tesi in ingegneria meccanica, procedendo a piccoli passi, senza permettere al panico di prendere il sopravvento. Una volta chiariti tutti i tuoi dubbi, non ti resterà altro che procedere per mettere la parola fine alla tua epopea.

I passaggi per scrivere una tesi in ingegneria meccanica

Per scrivere una tesi, bisogna procedere per step. Per questo motivo, al fine di aiutarti in maniera concreta, abbiamo stilato una lista in grado di enumerare tutti i passaggi necessari per procedere al meglio.

Così facendo, avrai tutto sotto controllo ed eviterai di lasciarti qualcosa alle spalle. Sarai tu stesso, poi, a fare da guida ai tuoi colleghi. Pronto a prendere appunti?

Tesi compilativa o sperimentale

La scelta preliminare da fare ti pone davanti una duplice opzione: tesi compilativa o sperimentale? Se ti stai chiedendo in cosa consista la differenza tra le due, è presto detto:

  • Tesi compilativa: si tratta di una descrizione dettagliata e approfondita dell’argomento prescelto, attraverso la rielaborazione dello stesso, inserendo il proprio punto di vista;
  • Tesi sperimentale: come si può intuire dalla definizione, si tratta di un lavoro “innovativo”, poiché si baserà su una scelta personale che ha guidato la propria idea, spiegando che tipo di novità porterà e le modalità attraverso le quali possono essere applicate.

L’argomento da scegliere

Quando hai deciso che tipo di tesi trattare, dovrai concentrarti sull’argomento in questione. Non è per nulla superficiale ribadire che, per semplificarti il lavoro, sarebbe preferibile puntare su un tema che ti piaccia davvero e ti stimoli. Se ti appassiona tanto, procederai senza dubbio in maniera più spedita.

Il primo passo sarà quindi controllare la lista degli esami che hai sostenuto e fare una scrematura, preferendo ovviamente quelli in cui hai ottenuto risultati migliori e controllando il programma che hai dovuto studiare per sostenerli.

Se, invece, nonostante questa operazione non riesci ancora a raccapezzarti, puoi sempre contattare il professore di una delle materie sulle quali hai ancora dei dubbi, nel caso in cui volessi approfondire alcune tematiche.

Non è infatti inusuale che diversi professori dispongano proprio di liste specifiche di argomenti che possano suggerire agli studenti per aiutarli nella scelta finale.

La struttura della tesi

Scelto l’argomento e il relatore di riferimento, dovrai sottostare ad una struttura uguale per tutti i laureandi nell’elaborazione della tesi. I punti sono i seguenti:

  • Frontespizio: è quello spazio che deve contenere il logo dell’Università d’appartenenza, seguito dal corso di laurea e l’anno accademico. Si aggiunge il titolo della tesi, il nome e il cognome del laureando e del relatore. È la prima pagina da compilare;
  • Indice: ogni tesi deve contenere l’indice con i capitoli e i numeri di pagina, come se fosse un vero libro di testo.
  • Introduzione: l’elaborato deve includere un’introduzione nella quale spieghi in breve qual è l’argomento di cui parlerai, il motivo per cui l’hai scelto, il metodo utilizzato nella stesura della tesi e un riassunto breve di ogni capitolo. L’introduzione si scrive sempre alla fine, dopo che avrai il testo completo e quindi anche la corretta divisione in capitoli con i contenuti giusti.
  • Capitoli divisi in paragrafi e sotto-paragrafi: a questo punto, si passa al testo vero e proprio. Una tesi triennale è generalmente divisa in 2-3 capitoli, ognuno dei quali a sua volta è strutturato in paragrafi e sotto-paragrafi per rendere più chiari e leggibili i contenuti. Ogni pagina deve contenere, inoltre, le note bibliografiche a piè di pagina per ogni volta che citi direttamente o indirettamente autori presenti nella tua bibliografia.
  • Conclusione: al termine della tesi, dovrai scrivere altre 2-3 pagine nelle quali esprimerai le tue opinioni personali sull’argomento, suggerendo anche quali potrebbero essere ulteriori approfondimenti da fare sulla questione.
  • Bibliografia e sitografia: è fondamentale che ogni tesi abbia una bibliografia e sitografia completa, quindi ricordati di annotare man mano tutti i testi, gli articoli di giornale/riviste, libri, saggi e i siti web che hai utilizzato nella stesura della tesi.
  • Ringraziamenti (opzionali): prima dell’introduzione o alla fine della tua tesi, puoi inserire dei ringraziamenti personali al professore, ai tuoi amici, familiari, fidanzato/a o a chi ritieni sia stato importante nella redazione della tesi e nel supportarti durante il percorso universitario.

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I 5 libri che raccontano carriere straordinarie

Quando cerchiamo ispirazione per il nostro lavoro, conoscere le storie di chi ce l’ha fatta può essere un modo interessante di “accorciare le distanze” con i nostri sogni.

Grazie a storie di vita vissuta di persone comuni diventate leggenda, si inizia a guardare il mondo da una prospettiva diversa, più ottimista e possibilista.

Si viene investiti da un entusiasmo diverso che può condurre il lettore a migliorare la sua condizione attuale, cercando di superare i limiti che si è autoimposto. L’obiettivo finale è far leva sulla propria forza interiore, il motore essenziale per raggiungere i propri sogni.

Ecco i 5 libri che raccontano carriere straordinarie, pronti a offrirti svariati punti di riflessione.

Libri su carriere straordinarie: perché possono rivelarsi preziosi

Quando si legge una biografia si mette in conto la condizione necessaria di immergersi – fino in fondo – nelle storie di vita dei personaggi a cui sono dedicate, che sono riusciti a raggiungere i propri obiettivi nonostante le difficoltà sul loro cammino.

Questi 5 titoli sono l’esempio concreto di messaggi motivanti e ispiratori. Buona lettura!

L’arte della vittoria, di Phil Knight

Tutti conosciamo il marchio sportivo Nike, ma la storia del suo fondatore non è nota ai più. Da ragazzo, Phil Knight, decise di sfruttare il prestito di 50 dollari che gli aveva fatto suo padre per dar vita alla sua azienda.

L’arte della vittoria è un libro realistico che affronta tutte le fasi del percorso intrapreso da Knight, discostandosi dagli inizi tutti rose e fiori con un retrogusto di fiabesco. È la storia di una persona che ce l’ha fatta mettendocela tutta, sporcandosi le mani per il suo obiettivo.

Oggi le vendite della Nike superano addirittura i trenta miliardi di dollari all’anno. Un esempio da studiare e seguire.

Maria Montessori, di Paola Giovetti

Maria Montessori è un volto che è impossibile non conoscere: si tratta della donna impressa su una banconota delle vecchie lire. Il simbolo della didattica e dell’insegnamento.

Forse però, non tutti sanno che la Montessori fu un’innovatrice nel suo ambito di studi, concepì quel metodo di insegnamento che ancora oggi viene usato come riferimento in tutto il mondo.

Inoltre, grazie alla biografia della Giovetti, si scopre che questa donna fu molto altro. Femminista, ambasciatrice di pace proposta al Nobel per tre volte, viaggiatrice coraggiosa. Tutte le sfaccettature del suo contributo alla storia, affrontando le difficoltà che la vita e il contesto storico le ponevano davanti.

Il libretto rosso dal lupo di Wall Street, di Jordan Belfort

In questo libro viene raccontata la vera storia del personaggio che ispirò il film campione d’incassi “The Wolf of Wall Street” con Leonardo Di Caprio, in cui si rivelano tutti i segreti e le strategie necessarie per diventare delle persone pronte a gestire il successo.

Dall’invenzione del metodo Straight Line System, da lui brevettato, per creare un rapporto di fiducia col cliente, così da assumere il pieno controllo della vendita.

Un racconto che svela – senza sfruttare un linguaggio difficile – le tecniche necessarie per trasformarsi in venditori straordinari, aggiustando il tiro dove richiesto, ed entrando nella mente di potenziali clienti per carpirne i desideri e le esigenze.

L’arte della persuasione e l’uso di un linguaggio non verbale sono solo due delle caratteristiche che un buon venditore deve avere per distinguersi dalla massa.

Air. La storia di Michael Jordan, di David Halberstam

Il titolo della biografia dedicata al campione Michael Jordan, usa il soprannome “Air”, quello con cui è stato conosciuto in tutto il mondo tanto da essere usato per dare il nome ad una linea di scarpe.

L’autore del libro, David Halberstam, è stato un grande scrittore che – attraverso la traduzione italiana di Alessandro Boggiani e Isabella Polli – racconta la vita del numero 23 più famoso della storia.

Dall’evoluzione di Jordan sul campo da basket, dalla vita al college fino all’ascesa in NBA (1984-1993), per poi diventare il leader tecnico dalle potenzialità straordinarie a Chicago (1995-1998).

Un racconto che si snoda e che ci fa rivivere i progressi di Michael Jordan, diventato grande poco a poco, con quella palla in mano che lo ha reso iconico ovunque. Perché Jordan e la sua carriera hanno avuto un significato straordinario proprio nell’epoca storica che lo ha vissuto, segnandola inevitabilmente grazie a quello che è riuscito a rappresentare.

Niki Lauda. Il campione che ha vinto anche la paura, di Pino Casamassima

Niki Lauda non ha bisogno di presentazioni, il suo nome è leggenda. È stato uno dei migliori piloti di sempre per gli appassionati, per tutti gli altri è stato l’uomo che non si è mai arreso, anche dopo l’orrendo incidente del Nürburgring che lo ha riportato in pista dopo soli 40 giorni.

Quel 1° agosto del ’76, quando la sua monoposto prese fuoco sul circuito tedesco, tutto il mondo restò di sasso. Pino Casamassima racconta la sua storia, dalla sala di rianimazione fino alla rinascita, toccando le tappe salienti della vita del pilota austriaco che ha affrontato ogni sfida con coraggio e passione.

Questi sono i cinque libri che descrivono carriere straordinarie: quali sono i tuoi preferiti?

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Cosa fare dopo una magistrale in scienze della comunicazione?

Ti stai chiedendo cosa fare dopo una magistrale in scienze della comunicazione?

Con un percorso di Laurea in Scienze della Comunicazione si ha una conoscenza di diverse discipline, che possono essere approfondite a seconda dei corsi che si frequentano e gli stage.

Ovviamente, tutto gira attorno alla comunicazione, sia essa politica, pubblica, aziendale, e tanto altro. Il tutto, coronato da basi di diverse materie con lo scopo di avere una cultura generale ricca e versatile, che permette di trovare lavoro in diversi ambiti. Alcune di queste discipline sono statistica, storia, antropologia, marketing, economia, sociologia, e molte altre.

Scopriamo quindi quali sono le professioni a cui aspirare dopo una magistrale in scienze della comunicazione.

Sbocchi lavorativi dopo una magistrale in scienze della comunicazione: ecco alcune professioni

Quali sono gli sbocchi lavorativi per chi possiede un titolo di laurea magistrale in scienze della comunicazione?

In questa breve guida ti presentiamo alcune figure professionali interessanti e gli ambiti in cui puoi operare.

Vediamo quali sono!

Professioni nell’ambito dell’editoria

Le professioni più gettonate per chi si chiede cosa fare dopo una magistrale in scienze della comunicazione sono quelle nel campo editoriale. Secondo una statistica, circa il 59,3% dei laureati lavora proprio in quest’ambito.

Sono diverse le professioni che si possono ricoprire. Eccone alcuni esempi:

  • Editor: la figura professionale che legge e rivede il testo di un autore prima della pubblicazione
  • Revisore: si occupa della correzione dei contenuti, della prosa e dello stile di un testo
  • Revisore delle traduzioni: la figura che esegue le traduzioni di testi da altre lingue all’italiano (da precisare però è richiesta anche una buona conoscenza delle lingue)
  • Correttore di bozze: figura che controlla eventuali errori di battitura, ortografia, grammatica
  • Impaginatore: colui o colei che sistema il testo prima di mandarlo in stampa
  • Produttore di testi: si occupa di redigere testi per le case editrici o committenti esterni
  • Agente letterario: professionista che rappresenta gli scrittori e le scrittrici. Non si occupa tanto dell’opera, ma proprio dell’autore/autrice, per negoziare i diritti e curare il contratto editoriale

Una figura che lavora in ambito editoriale, ma anche freelance, è il ghostwriter. Il ghostwriter si occupa di realizzare testi in forma anonima per conto di altre persone. Può farlo per case editrici, o essere assunto da qualcuno. Tanti ghostwriters lavorano anche nel web, scrivendo articoli per siti web ad esempio, in forma anonima.

Social Media Manager (SMM)

Il social media manager è nato con l’arrivo dei social media.

Si tratta di una figura professionale molto richiesta all’interno delle aziende, con l’obiettivo di raggiungere nuovi potenziali clienti, tenerli aggiornati, fidelizzarli e fare molto, molto di più.

I social così diventano delle vere e proprie vetrine online, ma anche un mezzo di comunicazione tra produttore e consumatore.

Il Social Media Manager è quindi la figura che si occupa di curare i social delle aziende sotto ogni aspetto. Crea principalmente contenuti di spicco online, mantiene viva l’interazione con i seguaci, idealizza e attua strategie di marketing per ottenere il massimo del profitto.

Una figura che lavora come dipendente di aziende private o pubbliche ma anche come freelance.

Copywriter

La figura del copywriter, chiamato anche nel settore, semplicemente copy, è un esperto di scrittura persuasiva. In altre parole, possiamo dire che si tratta di quel professionista che scrive con l’obiettivo di generare un’emozione nei confronti del pubblico, al fine di concludere una vendita.

Non si arriva a questa professione con un percorso standard: possono esserci strade diverse per diventare copywriter, ma le skills da avere sono:

  • Conoscenze in ambito SEO e SEM
  • Padronanza delle strategie di web marketing
  • Ottime doti comunicative e di scrittura
  • Capacità di vendita
  • Conoscenza e utilizzo delle principali piattaforme CMS (come WordPress)

Il suo scopo è invogliare il lettore a compiere un’azione precisa, che può essere, ad esempio, comprare un prodotto, iscriversi a una newsletter, abbonarsi ad un servizio, iscriversi a un corso, partecipare ad un evento, e molto altro.

Perciò deve avere un linguaggio molto efficace, deve saper fare pubblicità. Può scrivere per web agency, uffici stampa, la tv, giornali e imprese che hanno bisogno di pubblicizzare un prodotto o servizio.

Event Manager (organizzatore di eventi)

Ti crea ansia occuparti dell’organizzazione di un evento, anche di una semplice festa di compleanno? Allora questo lavoro non fa per te. Se invece sei sempre la prima persona a farsi carico dell’organizzazione di feste o eventi, questo tipo di lavoro fa proprio al caso tuo.

L’event manager, o anche organizzatore di eventi, ha il compito di organizzare un qualsiasi evento (poi ci si crea il proprio settore o nicchia a seconda degli eventi che si preferisce).

Un organizzatore di eventi deve pensare ai fornitori, gli invitati, la musica, la logistica, l’organizzazione degli spazi, il catering, la sicurezza, la stampa, e gli sponsor dell’evento. Tutto ovviamente dipende dalla tipologia di evento.

Parliamo di concerti, convegni, fiere, manifestazioni, ma anche feste private, grandi o piccole che siano.

Si può lavorare in proprio, o per imprese e società di consulenza, o anche uffici di comunicazione, e nella pubblica amministrazione.

Specializzati in Comunicazione con Unicusano

Stai pensando di proseguire i tuoi studi in comunicazione? L’Università Niccolò Cusano è la scelta ideale per la tua formazione. Il Corso di Laurea Magistrale in Comunicazione Digitale ha lo scopo di fornire agli studenti avanzate competenze professionali per affrontare gli attuali scenari tecnologici e comunicativi. Dal marketing digitale ai social network, dai metodi di ricerca sociale e mediale all’analisi semiotica dei prodotti culturali.

Questo percorso di studi, di durata biennale, offre una preparazione solida in termini di pianificazione strategica, content management, ideazione di eventi e campagne comunicative, web e social media marketing, analisi delle reti, delle dinamiche di consumo e di fruizione. Il tutto può essere utilizzato per lavorare come esperto nei settori che abbiamo citato in questa guida.

Parlando del percorso di studi, la prima cosa da dire è che questo corso di laurea è afferente al “Percorso Eccellenza”. Si tratta di un nuovo approccio alla didattica, che prevede due aspetti fondamentali:

  • La presenza di un mentore dedicato ed esclusivo, che ti accompagnerà per tutta la durata dei tuoi studi
  • La possibilità di sostenere gli esami finali sotto forma di esoneri intermedi, al fine di gestire al meglio la mole di studio

Oltre al Percorso Eccellenza, il corso di laurea è fruibile comodamente online grazie alla metodologia telematica. Potrai seguire le lezioni su una piattaforma di e-learning sempre attiva, in cui interagire con i docenti e scaricare il materiale didattico di supporto allo studio.

Per ricevere ulteriori informazioni, contattaci ora compilando il form.

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I 5 migliori film sugli avvocati da vedere assolutamente

Vuoi scoprire quali sono i 5 migliori film sugli avvocati da vedere assolutamente?

I film su avvocati, vengono chiamati anche di genere “legal”, “legal thriller” o “legal movie”. Da noi, è molto più usato il termine “thriller giudiziari” o “gialli giudiziari”.

Questi sono una sottocategoria dei film thriller, che hanno una trama a sfondo legale. La trama spesso si concentra sullo svolgimento di uno o più processi, o i protagonisti sono avvocati, giudici e giurie.

Pur essendo un sottogenere di nicchia, sono davvero tanti i film che seguono questo filone. Molti sono romanzati e raccontano storie thriller mozzafiato, altri sono tratti da storie vere, processi realmente avvenuti e quindi avvincenti, da lasciare gli spettatori incollati allo schermo fino all’ultimo secondo.

Noi dell’Università di Campobasso Unicusano abbiamo trovato questi 5 film thriller giudiziari imperdibili: ecco quali sono.

Ecco i 5 film legal che dovresti vedere

Hai una passione per i legal movie? Allora devi assolutamente vedere questi 5 migliori film sugli avvocati.

Non li abbiamo messi in una vera e propria classifica, meritano tutti di essere visti almeno una volta nella vita e tutti molto acclamati dalla critica. Alcuni sono molto recenti, altri si sono fatti strada fino ad oggi da tempi abbastanza lontani. Insomma, vediamo quali sono!

#1 Il processo ai Chicago 7

Iniziamo con Il processo ai Chicago 7, amato anche da chi non è solito guardare i film sugli avvocati.

La storia è tratta da una vicenda realmente avvenuta: si parla del processo avvenuto nel 1969. Durante una Convention dei Democratici a Chicago, vengono fatte diverse manifestazioni contro la guerra in Vietnam e in una di queste, viene causata una rivolta, dove i manifestanti si sono armati di pietre e la polizia ha risposto con violenza.

7 persone vengono accusate dal Governo Federale degli USA per l’avvenimento. Il processo, tra vere e proprie pagliacciate e colpi di scena, passa alla storia per essere stato davvero controverso e complicato.

Da questo film ben fatto possiamo rivivere quegli avvenimenti che ancora segnano la storia odierna.

#2 True Story

True Story racconta la storia di Michael Finkel, un giornalista che, dopo aver falsificato una storia per il giornale per cui lavora, il prestigioso New York Times, si ritrova a cercare una nuova storia per rimontare in sella. Poi riceve una telefonata, ed arriva la svolta.

Christian Longo, uno dei maggiori ricercati dell’FBI, è stato arrestato e ha dichiarato di essere lo stesso Michael Finkel. I due così si incontrano, Longo comincia a raccontare la sua storia affinché venga riportata, e inizia così una collaborazione improbabile tra i due, fino a scoprire la vera storia, the true story appunto.

#3 The Social Network

The Social Network è tra i migliori film sugli avvocati di questi ultimi anni.

Racconta del processo avvenuto nei primi anni del 2000, quando Mark Zuckerberg inventò Facebook e cerca di appropriarsi di tutti i diritti.

#4 Il caso Thomas Crawford

Il caso Thomas Crawford racconta appunto del magnate dell’aeronautica Crawford, che dopo aver scoperto l’adulterio della moglie, decide di ucciderla. Dopo aver compiuto il delitto, si costituisce e si vuole difendere da solo, senza un avvocato quindi.

Il caso sembra chiuso, ma il procuratore avrà la vita alquanto dura durante questo tortuoso processo. Il film si incentra infatti tra la continua sfida tra il giovane procuratore alla ricerca di giustizia, e il diabolico magnate, che sembra sempre essere un passo avanti a lui.

#5 L’avvocato del diavolo

Difficile non averne sentito parlare, poiché è diventato un film cult degli anni 90.

L’avvocato del diavolo racconta dell’avvocato Kevin Lomax, giovane e di successo, famoso per vincere tutte le sue cause, e non aver alcuno scrupolo morale: per lui, l’importante è vincere, non importa chi sta difendendo.

Il suo successo giunge alle orecchie dello studio legale Milton, il cui proprietario, interpretato da Al Pacino, rivela presto la sua natura: si tratta del Diavolo in persona.

Abbiamo visto i 5 film sugli avvocati che dovresti assolutamente vedere: quali sono i tuoi preferiti?

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7 false credenze sullo studio universitario che dovresti conoscere

Vuoi sapere quali sono le 7 false credenze sullo studio universitario?

Molti studenti e studentesse, senza saperlo, si auto boicottano ogni giorno con pensieri negativi (e molto spesso falsi) che li allontana dai loro obiettivi.

Parliamo di pensieri come “il professore non mi darà mai 30”, oppure “dovrò studiare ininterrottamente altrimenti non ce la farò mai”.

Questo tipo di pensieri sono delle vere e proprie credenze autolimitanti che alcuni di noi sono portati a fare quando sono sotto pressione. Imparare a gestire le situazioni di stress è il primo passo da fare per riuscire a vivere con maggior serenità la vita universitaria e la preparazione agli esami. Per riuscire a fare questo miglioramento su di te, puoi iniziare sfatando alcuni pensieri.

Ce ne sono parecchi: noi ne abbiamo individuati 7 principali che si presentano puntualmente in moltissimi studenti e studentesse universitarie.

Vediamo quali sono e perché dovresti smettere subito di pensarci!

I pensieri auto sabotanti sullo studio universitario

Come abbiamo detto, le false credenze sono pensieri auto sabotanti che si presentano nei momenti di stress. Perché auto sabotarsi? Si tratta ovviamente di un meccanismo inconscio, dettato dall’ansia e dallo stress pre-esame, che però si può imparare a tenere a bada.

Per iniziare, devi renderti prima conto della realtà dei fatti: ovvero che quei pensieri negativi sono, spesso e volentieri, completamente infondati.

#1 “Dovrò studiare troppo, non avrò più tempo per me e altro fuori dallo studio”

Tutto dipende dalla tua capacità di organizzazione. Il tempo c’è, ma viene a mancare se non lo sai gestire.

Organizzati per tempo, prendendoti ore giornaliere per te stesso e le tue passioni. Il “troppo studio” capita se non riesci a programmare adeguatamente le sessioni di studio, concentrando tutto negli ultimi giorni. Questo atteggiamento può far aumentare notevolmente il tuo stress e la tua insicurezza, alimentando pensieri negativi. Per contrastare le “nottatacce” di studio, è bene organizzare il programma da studiare nel corso del tempo, creando delle vere e proprie tabelle di marcia con obiettivi settimanali e mensili.

#2 “L’ansia mi rovinerà l’esame, non riuscirò a gestirla”

Esistono due tipi di ansia: quella che ti fa bene e quella nociva.

Quella che ti fa bene è caratterizzata dalla eustress, uno stress che ti da la spinta a dare il meglio, a non prendere sotto gamba i tuoi compiti.

Quella nociva invece, caratterizzata da distress, ti porta al panico, al non razionalizzare la situazione, a vedere finali catastrofici surreali.

Interrompi il circolo vizioso dell’ansia: cerca di rilassarti durante lo studio, di guardare avanti verso i tuoi obiettivi e pensa anche ai successi passati. Pensa a tutte le volte in cui credevi di non farcela, e invece te la sei cavata egregiamente!

Credi nelle tue capacità e potenziale. Avere fiducia in se stessi fa fare anche bella figura all’esame; si, sappiamo che non è sufficiente per ottenere un buon voto, ma può fare la differenza nell’approccio che hai alla prova.

#3 “Non riuscirò a dare più di X esami in una sola sessione”

Perché non dovresti? Non darti dei limiti ancora prima di aver iniziato a pianificare il tuo studio.

Una volta che inizi a organizzare il tuo piano di studi, e ad attenerti ad esso, potrai dare più esami in una sessione. Il segreto, come dicevamo anche al punto #1, è quello di pianificare il tuo studio con anticipo. Inizia a lavorare sulla pianificazione settimane prima degli esami: a questo punto, datti degli obiettivi e scegli gli esami che vorresti dare durante la sessione. Diluisci lo studio giorno dopo giorno, stabilendo degli intervalli di tempo completamente dedicati alla tua formazione.

#4 “Sicuramente il professore capirà che non sono preparato e mi boccerà”

Il professore che ti troverai davanti all’esame non ha nessuna intenzione di bocciarti e non è tuo nemico: spesso siamo noi che ci intimoriamo perché non conosciamo la situazione o, magari, abbiamo sentito qualche strana storia da colleghi di corso che hanno già sostenuto l’esame con quel docente.

Quando abbiamo paura, o siamo sotto stress, ci piace pensare che tutto il mondo è “contro di noi”. Così, se le cose andranno davvero male ci sentiremo autorizzati a dire “ecco! Avevo ragione! Ce l’ha con me! Non è colpa mia!”

Insomma, è un meccanismo di autodifesa per scaricare la colpa all’esterno. Il focus devi essere tu e la tua preparazione: non preoccuparti di fattori che non puoi controllare. Concentrati su tutto quello che dipende direttamente da te: il tuo impegno, la tua preparazione, il tempo che dedichi allo studio.

#5 “Finirò per fare scena muta all’orale e tutti rideranno di me”

Questa paura è tipica, ma è estremamente improbabile che andrà così. Farai scena muta all’esame solo se non avrai studiato e se alimenterai di proposito la tua ansia.

Tieni a bada la tua ansia e preparati al meglio: come dicevamo anche nel punto precedente, concentrati sui fattori che dipendono da te. Non dare troppo peso al giudizio degli altri e concentrati sulla tua prova.

#6 “Di sicuro mi chiederà l’unica cosa che non ho studiato dal libro”

Credi davvero che il professore sappia cosa non hai studiato?

A meno che non abbia poteri magici, il professore non è un indovino…e non è nemmeno un tuo nemico che gode nel bocciare gli studenti chiedendo cavilli.

Può accadere che un professore chieda qualcosa di più difficile o che voglia parlare proprio di quello che conosci meno. Ma non si tratta di qualcosa di premeditato e non ha senso angosciarsi per qualcosa che non dipende da te.

Noi ti consigliamo di prepararti adeguatamente, metterti alla prova, farti aiutare. Il trucco sta nel seguire le sue lezioni sempre, prendere appunti e partecipare attivamente. In questo modo, capirai cosa è importante per lui e quali argomenti ha particolarmente a cuore.

#7 “Parto svantaggiato rispetto ai miei colleghi di corso, io non ho mai studiato questa materia prima!”

Per certe discipline, potrebbe essere vero che aver studiato determinati argomenti precedentemente aiuti nel rendimento.

Ad esempio, studiare per la prima volta chimica all’università potrebbe essere più complicato per chi non lo ha studiato a liceo.

Questo però è un buon motivo per non credere nelle proprie capacità. Anzi, proprio perché avrai uno svantaggio, dovrai essere più motivato a dare il meglio.

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Come prendere appunti velocemente sul computer: le tecniche da sfruttare

Stai cercando delle tecniche su come prendere appunti velocemente sul computer?

La tecnologia può essere una grande alleata per il tuo studio: è possibile utilizzare dispositivi come il pc o il tuo smartphone per prendere appunti in maniera efficiente, comoda, veloce e soprattutto che ti permette di evitare lo spreco di carta.

In più, avere i tuoi appunti sempre a portata di mano, radunati in un unico posto, è la soluzione ideale per ottimizzare spazio e tempi.

Vediamo quindi le tecniche per prendere appunti in modo veloce al computer e che programmi ti possono aiutare per riuscire nell’impresa.

Come prendere appunti sul computer velocemente: ecco tutte le tecniche

Vuoi capire come prendere appunti sul computer velocemente? Sei nel posto giusto! in questa guida troverai degli spunti per riuscire a prendere appunti in maniera efficace ed efficiente, inoltre, ti suggeriamo dei programmi da utilizzare sul tuo pc e delle app da installare nel tuo smartphone per avere i tuoi appunti sempre con te.

Cominciamo.

Qualche consiglio per prendere appunti nel miglior modo

La prima cosa da fare per prendere appunti all’Università è partire da alcune basi.

Che tu prenda appunti con carta e penna, o in modo tradizionale, ci sono alcune semplici “regole” che possono aiutarti ad essere più performante. Vediamole:

  1. Evita di fare una trascrizione delle parole del professore. Usa poche parole e segna dei macroconcetti
  2. Usa un linguaggio semplice e abbrevia le parole
  3. Fai uso di schemi, come mappe concettuali, che possono aiutarti a avere sottomano una fotografia di un argomento
  4. Usa frecce, elenchi puntati e diversi colori per rendere più intuitivi gli appunti, anziché creare muri di testo
  5. Prendi appunti in autonomia: non copiare quelli degli altri, poiché anche prendere appunti fa parte dello studio

Utilizzare i programmi giusti

Per prendere appunti al computer servono i programmi giusti. Ce ne sono molti, adatti a qualunque necessità (e qualunque portafogli). Eccone alcuni:

  • Google Docs. Non si tratta di un programma da installare nel pc, poiché si tratta di un servizio online gratuito. Lo dovrai cercare tra le app di Google e iniziare a scrivere in un nuovo documento. Utilizzando questo programma online, non dovrai preoccuparti di scaricare i file, e quindi non dovrai occupare spazio nel tuo computer. Dato che Google Docs è fruibile anche sul tuo smartphone, potrai accedere ai tuoi appunti ovunque. Collegato a questo servizio, c’è anche Google Drive, che ti permette di contenere tutti i tuoi documenti e riordinare il tutto in cartelle da te create;
  • Microsoft OneNote, utilizzabile da chi è utente Office, perfetta se devi creare note con testi, immagini e quant’altro;
  • Microsoft Word. Si tratta di uno dei programmi per la scrittura online più famosi in assoluto. Semplice da utilizzare, Word è perfetto per annotare i tuoi appunti anche lavorando offline. Non è richiesta, infatti, una connessione Internet per utilizzare il programma;
  • Un altro software da utilizzare è Cinta Notes, molto essenziale ed intuitivo. Le tue note vengono catalogate utilizzando dei tag che puoi personalizzare;
  • Se preferisci creare post-it virtuali da mettere sul desktop del PC, allora Stickies fa per te. Puoi personalizzare i tuoi post-it con colori e font a scelta;
  • Per ultimo consigliamo Spring Pad, che si presenta come un taccuino su cui scrivere e allegare immagini e altri media utili.

Le app per prendere appunti

Nel caso ti capitasse di non trovarti bene a prendere appunti al computer, puoi anche provare dal tuo smartphone (ma anche tablet eventualmente).

In questo caso esistono diverse app molto valide di cui puoi usufruire:

  • Bamboo Paper, una sorta di block notes virtuale
  • Dragon Dictation, ottimo per appunti vocali

Il più grande vantaggio dell’avere i tuoi appunti sul cellulare è che li hai sempre a portata di mano in un dispositivo tascabile.  Tuttavia, non per tutti è comodo prendere appunti sul cellulare. Dipende da quelle che sono le tue abitudini e come ti trovi meglio. Il consiglio è quello, senza dubbio, di fare delle prove e testare la semplicità e la velocità di ciascuna scelta.

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Perché studiare comunicazione? 7 buoni motivi

Ti stai chiedendo perché studiare comunicazione?

La comunicazione è parte integrante della nostra vita quotidiana. Comunichiamo in modi diversi, anche oltre la parola, in continuazione. A volte, nemmeno ci accorgiamo di star comunicando.

La comunicazione è uno scambio di informazioni, che possono essere chiare ma anche interpretabili.

Con l’avvento dei social media, siamo immersi costantemente nella comunicazione, e prima ancora abbiamo la televisione, la radio, i cartelloni pubblicitari.

Intraprendendo un percorso universitario di Scienze della comunicazione potrai conoscere al meglio la comunicazione e i canali comunicativi e capire come sfruttare i diversi strumenti per farne un vero e proprio lavoro.

Vediamo quindi quali sono i motivi per cui dovresti studiare comunicazione all’università.

Ecco perché laurearsi in scienze della comunicazione

Perché scegliere di studiare scienze della comunicazione? Quali sono i vantaggi e cosa può offrire questo percorso di laurea? Questa facoltà, spesso sottovalutata, offre invece numerosi vantaggi.

Ecco 7 motivi perché scegliere scienze della comunicazione è una buona idea.

#1 Avrai la possibilità di ricevere una formazione trasversale

Come prima cosa, studiando scienze della comunicazione potrai arricchire il tuo bagaglio di conoscenze in diversi ambiti e settori.

Infatti, le materie studiate sono varie, e possedere una laurea in comunicazione significa possedere una formazione trasversale.

Ciò significa che, oltre a specializzati nei corsi in cui tu sceglierai di approfondire le tue conoscenze, riceverai una solida base anche di tante altre discipline che ti permetteranno di affinare le tue conoscenze e capacità.

#2 Ti da la possibilità di avere molti sbocchi lavorativi (diversi tra loro)

La comunicazione è ovunque, e che tu decida di lavorare nel settore privato, nel settore pubblico, o nel terzo settore, un esperto in comunicazione è sempre richiesto.

Ma concretamente, quali sono gli sbocchi lavorativi che si aprono davanti a una persona laureata in scienze della comunicazione? Vediamone alcuni:

  • negli uffici stampa
  • all’interno di uffici marketing
  • organizzazione di eventi
  • nel giornalismo e nell’editoria
  • ruoli diversi all’interno delle web agency
  • social media manager
  • comunicazione in ambito politico

Questi sono solo alcuni degli sbocchi lavorativi, ovviamente, questi dipendono sempre dall’impronta che darai al tuo percorso di formazione e le tue aspirazioni.

#3 Potrai acquisire molte skills digitali

La comunicazione è anche, e soprattutto in questo particolare periodo della nostra storia, digitale.

Ecco perché avere una formazione su strumenti e nozioni del mondo digitale, è importantissimo.

Studiando comunicazione, apprenderai:

  • Il funzionamento di siti web ed eCommerce
  • Cos’è la SEO e la SEM
  • Quali sono gli strumenti e le strategie di marketing
  • Qual è il funzionamento dei social media

#4 Imparerai l’importanza della comunicazione e crescerai sul piano personale

Imparerai come funziona la comunicazione e i suoi fondamenti, avendo modo di scoprire perché ci influenza così tanto e perché le aziende hanno bisogno di esperti comunicatori efficienti e competenti, per trasmettere il giusto messaggio.

Prendendo per esempio uno dei 5 assiomi della comunicazione, è che comunichiamo con una serie ininterrotta di scambi e ogni persona ha il suo punto di vista all’interno della comunicazione: a seconda di dove si pone l’accento, o la “punteggiatura”, la persona considera alcuni messaggi tralasciando quelli prima.

Un esempio che riportava Watzlawick era quello tra marito e moglie. La moglie reputa il marito di cattivo umore e pertanto si arrabbia, alzando la voce. Il marito invece, è di cattivo umore perché la moglie si arrabbia ed alza la voce. A seconda di come i due interlocutori utilizzano la punteggiatura, la scena cambia.

Ecco come possono nascere gli equivoci o la comunicazione inefficace, poiché si è in un continuo circolo vizioso.

#5 Potrai accedere a professioni digitali

Come abbiamo visto prima, chi possiede una laurea in comunicazione ha ampia scelta di applicazione, proprio grazie a tutte le competenze trasversali acquisite.

Apprendendo nozioni e strumenti del mondo digitale, è possibile ricoprire professioni “nuove”.

Si può lavorare nel settore dell’editoria digitale, del copywriting, del social media management, e più in generale, in tutti i social media, nelle aziende che fanno del mondo digitale la loro comunicazione chiave.

#6 Una laurea in scienze della comunicazione è molto versatile

Grazie alle diverse conoscenze, è possibile utilizzare in diversi modi la propria laurea in scienze della comunicazione.

Avvicinandosi a determinati percorsi, con il tempo, ci si potrà indirizzare verso innumerevoli percorsi.

#7 Studierai le basi di economia e sociologia

Come dicevamo, si studiano materie molto diverse tra loro, che arricchiscono il proprio sapere, rendendolo più trasversale.

Un esempio, è proprio lo studio di economia e sociologia.

Laurearsi in Comunicazione con Unicusano

Unicusano ha all’attivo diversi corsi, afferenti l’area sociologia e comunicazione. Parlando, nello specifico, delle lauree in Comunicazione, il nostro Ateneo propone un percorso triennale e una magistrale:

  • Corso di Laurea in Comunicazione Digitale e Social Media (L-20)
  • Corso di Laurea Magistrale in Comunicazione Digitale (LM-19)

La laurea triennale ha lo scopo di formare professionisti del Web capaci di affrontare questo specifico contesto mediale con padronanza e approfondita conoscenza delle dinamiche sociali, culturali, giuridiche, tecnologiche ed economiche ad esso correlate. Al termine del percorso, potrai approfondire le tue conoscenze con un percorso magistrale, che punta a fornire avanzate competenze professionali per affrontare gli attuali scenari tecnologici e comunicativi.

Anche i corsi in comunicazione Unicusano sono fruibili attraverso una speciale metodologia didattica: la metodologia telematica. Grazie a questo approccio, potrai seguire le lezioni comodamente online: ti basterà accedere ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. All’interno della tua area studente potrai guardare le lezioni in streaming, scaricare il materiale didattico di supporto e interagire con docenti e colleghi di corso.

Ma non finisce qui: un’altra peculiarità delle lauree in comunicazione Unicusano è la presenza del Percorso Eccellenza, un approccio che rivoluziona la didattica. Infatti, gli studenti avranno a disposizione un mentore dedicato, che li accompagnerà durante tutto il periodo degli studi. Inoltre, gli esami finali sono suddivisibili in esoneri, al fine di organizzare al meglio le giornate e bilanciare il carico di studio.

Se vuoi saperne di più e iscriverti ai corsi di laurea Unicusano, compila il form.

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Quali sono le opinioni su Unicusano?

Scegliere l’Ateneo giusto è fondamentale per assicurarti la formazione di cui hai bisogno per intraprendere la tua carriera. Poter contare su una formazione di qualità, su un’assistenza dedicata e su una serie di servizi utili per la crescita degli studenti significa investire su un Ateneo attento alle tue necessità e ai tuoi bisogni.

Per fare la scelta giusta, sempre più futuri studenti universitari si affidano alle opinioni di chi, prima di loro, ha già preso una decisione. Per questo abbiamo raccolto in questa guida le opinioni su Unicusano più interessanti e le storie che riguardano i nostri studenti. Iniziamo subito.

Perché gli studenti scelgono Unicusano?

Unicusano è estremamente attenta ad ascoltare i bisogni degli studenti. Ogni anno ci impegniamo a raccogliere commenti e feedback dai nostri studenti e lavoratori per migliorare sempre di più la qualità dei nostri corsi e l’efficienza dei servizi dell’Ateneo. Ci sono degli aspetti della nostra formazione particolarmente apprezzati dagli studenti:

  • La disponibilità dello staff e l’assistenza didattica sempre disponibile di docenti e tutor
  • La metodologia telematica e la possibilità di seguire le lezioni comodamente online
  • La flessibilità organizzativa, che permette anche agli studenti lavoratori di seguire le lezioni in qualunque luogo e in qualunque momento
  • Le numerose alternative e specializzazioni offerte dall’Ateneo
  • L’ingresso facilitato nel mondo del lavoro, grazie al Career Service

Recensioni Unicusano: l’offerta formativa

Uno dei punti di forza Unicusano è rappresentato dalla qualità della didattica.

Lo conferma anche Emanuela nella sua recensione su Trustpilot:

Sono davvero felice di aver intrapreso questo percorso all’Unicusano, trovo che sia un’ottima università! Ho incontrato molti professori disponibili, preparati e attenti alle esigenze di noi studenti. Sicuramente mi iscriverò alla Magistrale in questa sede.

Ma non solo. La qualità della didattica si unisce anche ad un’attenzione costante da parte dei tutor, che facilitano l’organizzazione e la pianificazione dello studio. Lo vediamo leggendo l’opinione di Giovanna, laureata in Giurisprudenza:

“La mia opinione dell’Unicusano? Più che positiva. Venivo da una esperienza in un’altra università, ero molto sfiduciata, ma qui esame dopo esame, con il sostegno dei tutor e dei professori, sono riuscita a ritrovare la voglia di studiare e ad arrivare, finalmente, alla discussione della Tesi. Il pregio di questo ateneo? Ce ne sono tanti. La cosa per me più importante è che ti seguono. Non ti lasciano mai sola. Da altre parti sei solo un numero di matricola. Qui no. E questo fondamentale”.

Percorsi di laurea accessibili a tutti

Grazie alla flessibilità organizzativa, Unicusano è la scelta ideale per chi già lavora e per chi punta ad un miglioramento della propria carriera. Seguendo le lezioni online, non ci sono vincoli di presenza e, per questo motivo, Unicusano è l’Ateneo preferito dai lavoratori.

Ecco la testimonianza di Pietro, che su Trustpilot scrive:

Lo studio presso la Unicusano ha rappresentato – per me in età avanzata e con l’impegno di un lavoro – una grande opportunità per acquisire conoscenze e competenze che hanno appieno atteso le mie aspettative. Mi sono sempre sentito accompagnato e seguito nel raggiungimento degli obiettivi prefissati. Inoltre, la stesura dei testi e delle dispense da studiare sono e sono state comprensibilissime, adatte anche a chi ha abbandonato gli studi da molto tempo. La Unicusano la consiglio a tutti vivamente. Io sto terminando il percorso di studi do Scienze Pedagogiche.

Non solo. Anche Saveria conferma l’impressione di Pietro:

Avevo molte perplessità in merito a questa tipologia di università. Mi sono iscritta solo perché lavorando tutto il giorno non potevo fare altrimenti e mi sono dovuta davvero ricredere. Ottima qualità del servizio reso, competenza e disponibilità di insegnanti e tutor e soprattutto un modo di lavorare estremamente serio. Esperienza che consiglio vivamente per chi vuole laurearsi nella consapevolezza di poter essere assistiti durante tutto il percorso ma senza percorsi facilitati che comunque non servono a nessuno. Ottima università telematica

Se vuoi iscriverti al nostro Ateneo e iniziare un percorso di formazione, compila il form.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

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